VIRUS: UNA MALATTIA ZOMBIE COLPISCE I CERVI. MA POTREBBE MUTARE IN FUTURO.
Da quando i film basati su gli zombi hanno preso piede nel mondo del cinema, ci si è sempre chiesti se primo o poi qualcosa di simile potrebbe accadere nella vita reale.
Esistono secondo la scienza molteplici patogeni, conosciuti e non, capaci di scatenare una reale pandemia zombi nel mondo. Basti pensare ai parassiti che hanno la capacità di prendere il comando della mente di formiche, mosche, vespe e altri tipi di forme di vita.
Esiste il virus della "rabbia" che in casi rari colpisce anche l'uomo, qualora entrasse in contatto con un animale infetto, ma non ha mai fatto un salto di specie.
Ma qualcosa di più complesso sta accadendo da qualche tempo ad animali come Cervi, Renne e Alci. Nel nord America questi animali stanno manifestando una malattia misteriosa che li trasforma in una sorta di animali zombi.
Fu scoperta nel 1967, il paziente zero era un Cervo Mulo che era ospitato in una struttura. L'animale cominciò ad avere comportamenti "strani" è lì che gli addetti alla struttura si accorsero di trovarsi davanti ad una malattia sconosciuta.
Nel tempo, fino ai giorni nostri, questa malattia continua ad espandersi e a decimare la popolazione di Cervi e simili.
I sintomi
Gli animali infetti mostrano strani sintomi, a livello cerebrale, il primo sintomo si manifesta con banali problemi di deambulazione. I disturbi degenerano con un improvviso dimagrimento, i soggetti si isolano dal branco e perdono lucidità.
Possono diventare aggressivi o pericolosi per se stessi, compiendo azioni pericolose senza senso. La fase finale porta i soggetti a vagare senza meta, lo sguardo perso nel vuoto con un'andatura barcollante.
La bocca gronda di bava appiccicosa, incapaci di procurarsi il cibo cadono a terra e muoiono probabilmente di fame.
La malattia in questione viene chiamata CWD (Chronic Wasting Disease) Ma in alcune regioni viene nominata "Malattia dei Cervi Zombi". Potremmo definirlo anche morbo del Cervo pazzo, vista la similitudine al morbo della mucca pazza.
Si tratta praticamente di una Encefalopatia Spongiforme Trasmissibile, non si tratta precisamente di un virus ma di una "proteina impazzita" che può dupplicarsi con la capacità di diffondersi come un virus o batterio.
Per ora i casi si registrano insolitamente nel Nord America, per questo nel resto del mondo non si è mai sentito parlare di questa malattia.
Come si diffonde?
Si tratta di un Prione, ovvero una proteina impazzita, che secondo gli studi fatti usa la saliva per diffondersi.
Gli animali infetti, fanno cadere la saliva sull'erba, gli animali sani brucando il cibo nei campi ingeriscono l'erba infetta contenente la saliva, così la proteina entra nel corpo e inizia a influenzare le proteine autoctone trasformandole in Prioni.
Così come un virus comincia ad espandersi e a infettare altri soggetti.
Probabilmente anche un morso potrebbe contagiare un altro animale.
Pericoli per l'uomo
Non si sa ancora molto su questa malattia, ma secondo gli scienziati in futuro potrebbe mutarsi e adattarsi anche agli esseri umani, come è successo per il morbo della mucca pazza.
Anche se il contagio su l'uomo è praticamente impossibile, vista la modalità di infezione, i Prioni possono evolversi e potrebbero incontrare l'uomo consumando carne di Cervo infetto.
Secondo una ricerca il più grande animale che potrebbe aiutare i Prioni a fare un salto di specie sono i Macachi, perché risultano molto più simili all'uomo.
Lo studio è stato finanziato dall’Alberta Prion Research Institute dell’Università di Calgary, è iniziato nel 2009 ed è tutt’ora in corso. Ha coinvolto 18 macachi, su cui sono stati sperimentati diversi possibili modi di trasmissione della Cwd: inoculazione in vena e direttamente nel cervello, contatto con la pelle, e anche contatto alimentare. E i risultati preliminari diffusi dall’istituto canadese hanno evidenziato una criticità: tre dei cinque macachi che sono stati alimentati con carne di cervo contaminato hanno effettivamente sviluppato la malattia.
Anche in questo caso, non vuole dire esattamente che il prione sia in grado di replicarsi anche nell’organismo umano. Ma i macachi sono primati, molto più vicini evolutamente alla nostra specie di quanto non siano renne, cervi e alci. E questo vuol dire che le probabilità di un contagio inter-specie a danno dell’uomo ora sono molto, ma molto, maggiori.
- Eyes Bio
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