SCIENZA: PRESTO SI POTRA' CREARE "ACQUA POTABILE" IN LABORATORIO, DA 0. STUDI IN CORSO

 



Gli esseri umani creano tantissime cose in laboratorio, ma spesso ci si chiede perché ancora non sia stata creata l'acqua in laboratorio, partendo da zero, cioè, senza utilizzare acqua come base.

In verità non esiste nessun ostacolo per la creazione di acqua artificiale, ma esistono elementi che vanno ancora approfonditi ma che presto potrebbero dar vita ad acqua artificiale, nata esclusivamente nei laboratori.

L'acqua si può creare ma al momento risulta molto rischioso, non per la salute ma per il metodo di creazione. Infatti mettere insieme due composti molto infiammabili come l'idrogeno e l'ossigeno è un rischio per chi maneggia questi elementi.

Un altro ostacolo che si pone davanti sta nel fatto che, produrre acqua in laboratorio risulta molto costoso, per produrre poche molecole CM3 servirebbero quantità molto elevate di elementi chimici, per produrre acqua servirebbero milioni e milioni di molecole.

Partendo dai suoi componenti (H2 e O2) in particolari condizioni di temperatura e pressione. Inoltre quasi tutte le reazioni di combustione producono acqua, soprattutto dagli idrocarburi e dal metano (CH4). Da quest’ultimo si ottiene acqua con la reazione CH4+2O2= CO2+2H2O. Questo è tra l’altro uno dei meccanismi alla base dell’inquinamento atmosferico e del famoso “effetto serra”.

La scienza ad ogni modo è interessata a produrre acqua in laboratorio, sarebbe utile in futuro per avere l'acqua in luoghi dove scarseggia, a fronte dei cambiamenti climatici potrebbe essere una delle soluzioni migliori per far fronte ad emergenze di siccità che ogni hanno diventano sempre più ampie.





Alternative per avere sempre acqua in momenti di crisi.

Esiste una soluzione testata in laboratorio, una tecnologia capace di estrarre acqua potabile dal mare e dall'aria, in modo veloce ed economico. Si tratta di una spugna.

È una spugna multistrato contenente grafite espansa in grado di rendere potabile l’acqua di mare e di recuperare acqua dall’umidità dell’aria grazie all’energia solare. A crearla è stato un team di ricercatori guidato da Despina Fragouli del gruppo Smart Materials dell’Istituto Italiano di Tecnologia in uno studio pubblicato sulla rivista ACS Applied Materials & Interfaces. 

I risultati potrebbero rappresentare una soluzione a basso costo alla carenza globale di acqua dolce. La nuova spugna, chiamata HEPF (hydrophilically enhanced photothermal foam), riesce ad assorbire grandi quantità di acqua e successivamente recuperarla tramite evaporazione a partire da una temperatura di circa 29°C. In questo modo, il nuovo materiale, grazie alle sue caratteristiche, utilizzando l’energia potenziale della luce del sole genera acqua potabile a partire da acqua di mare e umidità atmosferica.


- Eyes Bio




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