SPECIALE: TUTTO SU ATLANTIDE, I MISTERI, LA RICERCA E LA VERITÀ.



Atlantide, la misteriosa città sommersa dal mare, scomparsa da ogni cartina geografica, un luogo che ha un nome ma nessuno ha mai visto. O meglio dire, nessuno nell'era moderna ha mai visto, si perché esistono scritti e racconti antichi che parlano di questa città "avanzata", che viveva diversamente da ogni civiltà presente sulla terra.

Ma come nasce il mito di Atlantide? Il primo essere umano in assoluto a presentare questa misteriosa città è Platone, nel IV secolo A.C. nel suoi scritti "Dialoghi Timeo" e "Grizia".

Secondo la descrizione di Platone infatti oltre le Colonne d'ercole, vide tante piccole isole che attraversavano il mare, arrivando ad un grande continente. Li si trovava una forte potenza marittima chiamata Atlantide, che avrebbe conquistato anche buona parte dell'Europa occidentale, fino ad Etruria, a nord del Nord Africa, fino all'Egitto a Sud.

Dopo aver fallito l'invasione di Atene, Atlantide sprofondò nel mare "In un singolo giorno e notte di disgrazia" per opera di Poseidone. Il nome di Atlantide deriva da Atlante, legendario governatore dell'oceano atlatico, figlio di Poseidone.

Secondo gli storici, sarebbe un racconto costruito da Platone, per raccontare in chiave immaginaria gli eventi che accadevano in quel periodo. Cercando di raccontare fatti reali in maniera filosofica e fantasiosa.

Essendo una storia funzionale ai dialoghi di Platone, Atlantide è generalmente vista come un mito concepito dal filosofo greco per illustrare le proprie idee politiche. Benché la funzione di Atlantide sembri chiara alla maggior parte degli studiosi, essi disputano su quanto e come il racconto di Platone possa essere ispirato da eventuali tradizioni più antiche. Alcuni argomentano che Platone si basò sulla memoria di eventi passati come l'eruzione vulcanica di Thera o la guerra di Troia, mentre altri insistono che egli trasse ispirazione da eventi contemporanei come la distruzione di Elice nel 373 a.C. o la fallita invasione ateniese della Sicilia nel 415-413 a.C.




La descrizione di Atlantide secondo Platone

Platone raccontava che, quando gli dei si erano spartiti la terra, Atlantide era stata assegnata a Poseidone, il dio del mare e dei terremoti. Su una collina dell’isola viveva una donna mortale, di nome Clito, di cui il dio si innamorò. Per proteggerla, trasformò la collina in una fortezza, circondata da tre fossati concentrici. I discendenti di Clito, gli Atlantidi, fondarono una città dove era stata la sua abitazione, incorporandovi i cinque anelli di terra e acqua. Sulla sommità del colle eressero il “palazzo reale”. Al centro della reggia sorgeva il tempio di Poseidone, corretto da colonne d’oro, rivestito d’argento e circondato da un muro d’oro e all’interno c’era la statua d’oro del dio, alla guida del suo cocchio tirato da sei cavalli alati.

Nei pressi del tempio, una sorgente calda e una fredda rifornivano d’acqua i serbatoi e i bagni. Sui due anelli di terra si trovavano templi e giardini, maneggi e ginnasi, e un ippodromo. Nei porti erano all’ancora veloci triremi, pronte a prendere il mare e ad avventurarsi nell’oceano.

“Innanzi a quella foce stretta che si chiama colonne d’Ercole, c’era un’isola. E quest’isola era più grande della Libia e dell’Asia insieme, e da essa si poteva passare ad altre isole e da queste alla terraferma di fronte. In tempi posteriori, essendo succeduti terremoti e cataclismi straordinari, nel volgere di un giorno e di una brutta notte tutto in massa si sprofondò sotto terra, e l’isola Atlantide similmente ingoiata dal mare scomparve.” Platone

“L’uomo che l’ha sognata, l’ha anche fatta scomparire.” Aristotele





Recenti studi su Atlantide

Nonostante la storia di Atlantide sia ormai catalogata come un mito e una leggenda, alcuni studi continuano la sua ricerca. Atlantide "o qualcosa che possa assomigliare alla grande città avanzata" potrebbe essere esistita in altri luoghi, e non neccesariamente nel punto descritto da Platone.

Una delle nuove teorie che hanno portato alcuni ricercatori a pensare alla possibile esistenza di Atlantide è quella di una grande città posta nell'Egeo, a cavallo delle isole di Thera (Santorini) e di Creta, in quella zona esisteva una fiorente civiltà che andò distrutta per una violentissima eruzione vulcanica, accompagnata da terremoti e maremoti, nel 1470 avanti Cristo.





Secondo nuovi studi, Platone potrebbe essersi riferito alla Sardegna, chiamandola Atlantide.



La teoria che fa coincidere la Sardegna con Atlantide è stata proposta da Sergio Frau. Platone parlava di questo regno come una terra ricca di acqua e foreste, con un clima mite che permetteva di effettuare vari raccolti durante l’anno e, soprattutto, come un regno caratterizzato dalla presenza di molti minerali come zinco, piombo e argento.

Questo si poteva osservare facendo riferimento alla presenza di mura concentriche in metallo che, quindi, venivano realizzate con i minerali presenti. Tutto questo sembra coincidere con ciò che sappiamo della nostra terra: basti pensare a al fatto che il popolo sardo, sin dall’antichità, era un grande esperto di metallurgia.

Un altro elemento che ha fatto, e che fa pensare a questa coincidenza, è da ricercare nel riferimento ai “costruttori di torri” che ci viene tramandato da Platone. La Sardegna, infatti, è stata da sempre abitata dai Tirreni che hanno lasciato ampie tracce della loro presenza tramite i nuraghi, costruzioni tipiche sarde.

Per chi non lo sapesse, parliamo di piccole torri che coincidono con la descrizione fornita da Platone e proprio a tal proposito sembra essere presente un’altra fantastica coincidenza: è stato osservato, tramite vari studi, che la maggior parte dei nuraghi a bassa altezza furono sommersi dal fango e molti vennero scoperti soltanto a seguito di vari anni di “scavi”.

Questo può portarci a pensare che sia stato un evento come uno tsunami, a causare il tutto e, come sappiamo, è stata proprio questa la causa della fine di Atlantide.


I punti irrisolti: quali sono?

Nonostante ci siano dei punti a vantaggio di questa ipotesi, ci sono due grandi punti irrisolti che lasciano ancora qualche titubanza circa questa concordanza geografica e non.

Il primo riguarda proprio la posizione geografica, Platone, infatti, narra come l’isola di Atlantide fosse situata aldilà delle Colonne d’Ercole che di solito sono collocate nello stretto di Gibilterra. Secondo questa visione, quindi, non si potrebbe trattare della Sardegna.

Il secondo punto irrisolto, è quello cronologico: Platone parla di questo regno e del fatto che fu sommerso circa 9000 anni prima dei suoi scritti, quindi circa 11000 anni fa. In quel periodo, sappiamo che non era presente nessuna civiltà nel Mediterraneo.

A questo punto possiamo affermare che non sappiamo se effettivamente Atlantide sia mai esistita o se sia stata solo frutto dell’immaginazione di Platon. Fonte






I resti di Atlantide si trovano a Cuba? Trovata una città antica, sommersa dal mare.

Sono passati ormai parecchi anni d aquesto ritrovamento, è la notizia ormai è andata ad affossarsi proprio come Atlantide. Un team di esploratori stava lavorando al largo della costa occidentale, quando quasi per caso, si sono imbattuti in quella che sembrerebbe in tutto per tutto ad una città sommersa dal mare, con caratteristiche che riportano alla misteriosa città di Atlantide.

Le strutture apparivano del tutto analoghe contro l'arido "deserto" del fondo oceanico e sembravano mostrare pietre organizzate simmetricamente che ricordavano uno sviluppo urbano. Tabloid e istituti di ricerca sono esplosi alla notizia di questa entusiasmante scoperta subacquea, indicando la "città perduta di Atlantide".

Pauline Zalitzki insieme al suo compagno Paul Weinzweig, nel 2001 hanno fatto una scoperta sensazionale. Hanno trovato prove di strutture palesemente artificiali "costruite dall'uomo", molto simili, nel mare dell'Oceano Atlantico.


Pauline Zalitzki



Pauline possedeva una una grande società canadese chiamata Comunicazione Digitale Avanzata (ADC).

Lavorava in stretta collaborazione con il governo Cubano per effettuare un'importante missione di indagine. Era una delle quattro importanti aziende incaricate per la ricerca di navi ricche di oro, risalenti all'era coloniale spagnola. L'esplorazione è stata condotta lungo la costa della penisola di Guanahacabibes nella provincia di Pinar del Río a Cuba.

In quel periodo l'ADC sondava le profondità con potenti apparrecchiature sonar, fu proprio con queste che trovarono strane strutture composte da granito e particolari rocce. Gli oggetti avevano forme simmetriche e geometriche perfette, il tutto dava l'idea di una civiltà urbana. La ricerca ha coperto un'area di 2 chilometri quadrati con una profondità compresa tra 2000 piedi e 2460 piedi.

Così decisero di effettuare un esame molto più approfondito, inviando un robot sottomarino, capace di scattare fotografie. iI grandi oggetti presentavano forme piramidali, mentre altri avevano forme circolari, con pietre molto lisce che si avvicinavano moltissimo al granito.

La dimensione delle piramidi misurava circa 8 piedi per 10 piedi in altezza e larghezza. Alcune pietre erano impilate l'una sull'altra mentre altre no, con una distanza molto maggiore.





Il team di ADC non ha voluto trarre conclusioni vedendo come le immagini avrebbero potuto essere interpretate male. Erano riluttanti ad accettare che potessero essere resti di una città sommersa senza ulteriori indagini. Frammenti del sito sono stati inviati a Manuel Iturralde, un geologo marino, che ha studiato i pezzi per concludere che i risultati del test erano molto insoliti.

I risultati suggeriscono che tali magnifiche opere in pietra avrebbero impiegato 50,000 anni o più per affondare a tali profondità marine. "Era al di là delle capacità delle culture di quel tempo stabilire strutture così complesse", ha detto Manuel Iturralde. "Spiegare questi campioni da un punto di vista geologico è molto difficile" Ha aggiunto. Fonte





E se Atlantide fosse stata un'enorme astronave?

E se la misteriosa città scoperta da Platone, fosse stata semplicemente una gigantesca astronave poggiata sull'acqua? Questo spiegherebbe la sua sparizione improvvisa. Invece di essere stata sommersa dall'acqua per un evento catastrofico, potrebbe essersi semplicemente messa in moto per andarsene dal nostro pianeta.

Le teorie che civiltà aliene abbiano contribuito ad istruire gli esseri umani, per renderli capaci di compiere determinate azioni, come la costruzione, la geometria, la matematica e il linguaggio è oggetto di ipotesi e studio ormai da moltissimi anni.

Secondo i racconti storici, Atlantide era un luogo "diverso", avanzato, popolato da una civiltà capace di fare di tutto, anche di costruire monumenti giganteschi in pochissimo tempo. Oltre ad avere un sistema navale molto avanzato e la capacità di vivere completamente circondati dall'acqua. Ci viene da pensare a mezzi di trasporto volanti e navi molto resistenti, capaci di muoversi senza problemi.

La descrizione di Atlantide in oltre, presenta una geometria quasi impensabile per l'epoca, il che lascia a pensare che, o ci troviamo davanti ad un racconto mitologico o ad un qualcosa che non riusciamo ancora a spiegare.




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